AVI o MPEG?

(2004)

La tecnologia digitale sta introducendo una ventata d’aria nuova che sta rigenerando l’ ambiente.

Conosco personalmente diaporamisti di vecchia data che trascorrono ore di fronte al PC, intenti a trasferire in formato digitale lavori prodotti negli anni ‘70 o ‘80, se non intenti a creare qualche nuovo prodotto.

Nella mia città c’è un amico che non produceva AV da decenni e che oggi, dopo aver acquistato un potentissimo G5 (apple), si è nuovamente appassionato … Come un ragazzino, è alla ricerca affannosa di programmi in grado di materializzare la sua creatività non più sopita.

Se gli ex diaporamisti si rimettono in gioco, di nuovi se ne affacciano all’orizzonte.  Sempre nella mia città, negli ultimi quindici anni eravamo in due o tre a vivere questa passione, ma nel giro di due anni  siamo triplicati! Ogni volta che mostro in pubblico un lavoro, c’è sempre qualcuno che al termine dello spettacolo si informa della tecnica e degli apparecchi che ho appena impiegato, dicendosi già pronto a sperimentare il tutto una volta tornato a casa!

Da tutto questo traggo un’immediata conseguenza: il nostro genere non è più d’elite, ma sta per diventare di massa, il tutto avvantaggiato dalla caduta dei prezzi e dalla facilità d’impiego delle attrezzature.

 

Ora, dimentichiamo per un attimo le novità tecniche e soffermiamoci alle potenzialità linguistiche.

Se tante persone nuove, giovani e non, di talento e non, stanno producendo AVF, o lo stanno per fare, si evince che l’aspetto linguistico subirà, grazie a questo nuovo apporto, straordinarie modifiche!

 

A questo punto, prendiamo un’ipotetica palla di vetro e scrutiamoci dentro.

È possibile vedere il futuro del diaporama? È possibile prevedere la sintassi e la grammatica che adopereranno i diaporamisti del 2010?

Non è facile questa previsione, ma la voglio tentare aiutandomi con l’osservazione di quanto è accaduto per un’altra forma d’arte: i cartoni animati!

Ricordate Betty Boop o il primo Topolino de “l’aereoplano pazzo”? Siamo ai primi anni ’50, quando Walt Disney – con la sua matita – dette vita a cortometraggi dotati ancora oggi di un fascino straordinario.

Oggi la Disney produce ancora cartoni animati, ma questi sono totalmente diversi da quelli di 50 anni fa. Carta e matita sono quasi scomparse dalla lavorazione del film! Oggi sono i computer a farla da padrona con effetti visivi spaventosamente diversi da quelli dell’epoca del buon Walt. L’evoluzione dei mezzi tecnici di produzione e realizzazione, ha influenzato inevitabilmente il risultato finale.

Possiamo ancora parlare di cartoni animati? Ne possiamo mettere in dubbio la natura per il solo fatto che non sono più realizzati con carta, matita e animazioni elementari?

E quindi mi chiedo se anche la tipologia di diaporama che noi siamo abituati a studiare… giudicare … proporre… creare … possa subire modifiche strutturali a causa dell’avvento del PC.

Un’altro esempio è quello che si osserva per merito di qualche “temerario” diaporamista che già inizia ad inserire frammenti (frame) di movimento; è accaduto all’ultimo seminario con grande disappunto della platea. Se al prossimo seminario qualche autore ci mostrerà un montaggio dotato di effetti integralmente diversi dagli attuali, siamo pronti ad accettare questo tipo di spettacolo?

La mia opinione è che ci debba rassegnare a vederne delle belle!

Nella mia “palla del futuro”, oltre alle “minacce” linguistiche,  vedo anche  grandi opportunità.

Quando devo spiegare il mio hobby, sudo le proverbiali camicie per far comprendere cosa esso sia. Occorre riconoscere che non siamo molto conosciuti e che il grande pubblico capisce quello che facciamo solo dopo che si è fatto riferimento al cinema o al cortometraggio. Ve ne siete mai chiesti i motivi? Tra questi la rara possibilità di far vedere le nostre opere al grande pubblico. Far vedere un diaporama è sempre stato difficile e costoso.

Oggi è totalmente diverso. Tutti i computer dispongono, al loro interno, di programmi di presentazione che includono la possibilità di sonorizzare i montaggi. Tutte le sale dove proiettiamo già dispongono di super videoproiettori che ci esonerano dal trasportare i pesanti Karousel. La progressiva scomparsa della pellicola sta imponendo modi di presentazione alternativi ai vecchi album. Oggi la strada (sempre più obbligata) per far vedere un lavoro fotografico è quella del computer o – addirittura – della Tv. Il futuro corre veloce verso l’integrazione tra i mezzi di comunicazione. Prima si ascoltava musica in radio o allo stereo, oggi la si ascolta anche al PC, in Tv, al telefonino!!! E’ facile prevedere  che anche agli audiovisivi fotografici toccherà la stessa sorte assieme ad un’inevitabile conseguenza : l’allargamento della fascia di fruitori.

Questo è un punto cruciale poiché sorgono 2 necessità per noi che apparteniamo al Diaf:

  1. educare, culturalmente ed artisticamente, le nuove generazioni di diaporamisti affinché producano lavori di qualità senza trascurare le potenzialità creative del sistema.
  2. evitare steccati, paletti e limitazioni che possano ostacolare la diffusione “di massa” del genere.

Sul primo punto mi riservo di tornare in un futuro approfondimento, mentre il secondo introduce il problema dei formati, ovvero di internet.

I filmati che si scaricano dalla rete  sono, per la stragrande maggioranza, in formato AVI o MPEG, tutti compatibili con i principali programmi di visione/riproduzione, da Quik Time a Media Player, da Real Player a VLC. La coppa Diaf di quest’anno, per la prima volta, ha ammesso gli audiovisivi digitali, ma solo se in formato EXE… ovvero un formato controcorrente che i diporamisti del futuro digitale non utilizzeranno mai, per tanti motivi.

Si dice che all’estero questo tipo di sistema si adopera abitualmente e che noi ci siamo solo adeguati ad uno standard… ma questa non è una giustificazione accettabile. Il concetto di “superato” – in materia tecnologica -  è valido in tutto il mondo, non solo in Italia; e se ci viene chiesto di adeguarci ad un sistema vecchio, è nostro interesse/dovere insistere affinché le cose cambino, soprattutto perché noi, diaporamisti storici, abbiamo precisi doveri verso i nuovi: accogliere, aiutare, supportare, istruire, ma soprattutto agevolare nella partecipazione.

La mia “battaglia” a vantaggio di AVI e DVD nasce in prospettiva futura. È vicino il giorno della diffusione del diaporama attraverso internet.

È già fattibile:

  • creare spot (trailer) di diaporama da scaricare dai siti;
  • partecipare ai concorsi inviando il lavoro l’email;
  • divulgare le opere in tutto il mondo;
  • avere un mercato disposto ad acquistare i montaggi.

 

E il rischio dei plagi o della copie non autorizzate? Io dico che chi si preoccupa di questo, dovrebbe mettersi nei panni degli U2 o di Steven Spielberg, che poverini (loro si!) sono vittime disperate del fenomeno!

Io consiglio di evitare la “guerra dei poveri”… Preoccupiamoci di divulgare al mondo il diaporama, e poi risolveremo il problema della diapo-pirateria!

Pierfrancesco Fimiani 

~ di pierf67 su Maggio 26, 2008.

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