Il “non” programma del candidato consigliere

Questo il mio programma per le elezioni Fiaf di Cesenatico. Lo definii, non programma.

Un NON PROGRAMMA è una NON ELENCAZIONE di buoni propositi. E’ una semplice rappresentazione di concetti che possono trovare applicazione solo se condivisi da altre persone che fanno parte dello stesso team di lavoro.

Ho deciso di non ricorrere all’esposizione tradizionale di “programma elettorale”, poiché le proposte in esso contenute non potrebbero, per com’è strutturato il nostro statuto, essere immediatamente applicate. I consiglieri aiutano e sostengono il presidente attraverso le idee, l’esperienza e l’impegno nei dipartimenti.

 

Qualora fossi eletto, sarei animatore…:

  • … di proposte; che puntino al consolidamento dei valori forti della nostra federazione, quelli che ne hanno consentito la nascita, la crescita e lo sviluppo, soprattutto degli ultimi dieci anni.
  • … di idee; che diano slancio e modernità al sistema organizzativo e che, oltretutto, siano lungimiranti in vista delle future trasformazioni della fotografia e del sistema associativo.
  • … di una impostazione di lavoro; che sia orientato alla managerialità. Pertanto sarei esempio di un approccio lavorativo desunto dalla mia vita professionale.
  •   di sentimenti; gli stessi che mi hanno animato negli anni: passione, entusiasmo, attenzione a tutto, e creatività.

 

Ecco  dove m’impegnerò per ottenere risultati importanti:

 

MI IMPEGNERO’ NELLA VALORIZZARE DELLE RISORSE UMANE

Come dimostra il vissuto delle grandi associazioni nazionali, la crescita è dettata sempre dalle risorse umane che lavorano all’obiettivo comune (la missione, chiara e riconosciuta da tutto il team direzionale). Scegliere le persone migliori (da un punto di vista professionale, umano e di disponibilità) è il primo passo per il successo. La nostra Fiaf abbonda di persone eccezionali, ma non in tutti i settori. Schematizzando, i settori dove  occorrono risorse, numericamente e qualitativamente valide, sono:

1-     il settore organizzativo, quello che detta le strategie e che a sua volta si suddivide in comunicazione, marketing, editoria, amministrazione, ecc.

2-     il settore innovazione e sviluppo (attualmente assente) che studia i fenomeni sociali, tecnologici e linguistici legati alla fotografia, proponendo linea guida da seguire.

3-     Il settore formazione, in stretto contatto con il settore innovazione e sviluppo al fine di provvedere all’educazione e all’istruzione delle nuove generazioni di fotografi.

4-     Il settore operativo, ovvero quello che opera sul campo e che fa proselitismo. Sono i circoli, i delegati, i presidenti, e tutti gli altri chiamati ad applicare le strategie.

 

MI IMPEGNERO’ NEL CONOSCERCI MEGLIO.

Se volessi riassumere all’osso il concetto di marketing, direi che è una specie di anamnesi, quella che consente al dottore di prescrivere la migliore ricetta, dopo aver conosciuto ogni notizia utile del suo paziente. Non bisogna spaventarsi di questo termine, e neppure di questa tipologia di approccio alla gestione di una federazione. Fa marketing (senza saperlo) l’ambulante per strada e il negoziante lungo il corso. Fa marketing la stessa Fiaf, ogni giorno, e senza saperlo. Quindi non servono, necessariamente, professionisti o agenzie specializzate per fare marketing, occorre semplicemente una consapevolezza, ovvero che è importante conoscere direttamente da coloro che ci danno i fondi alcune notizie strategiche: un banale sondaggio che ci dica che cosa i nostri iscritti si aspettano da noi, cosa vorrebbero dalla tessera e cosa non ottengono, cosa apprezzano del nostro lavoro e cosa gli è indifferente. È l’uovo di Colombo. Conoscere il problema per trovarne la soluzione giusta.

 

MI IMPEGNERO’ NEL RINNOVO GENERAZIONALE

La struttura organizzativa della federazione ha sete di forze e idee fresche. È imperativo accelerare il rinnovo inserendo negli organici, altre persone, affinché ai circoli giunga un segnale deciso di rinnovamento. Penso alle ri-candidature decennali, che sono consentite dallo statuto. Bisogna convincersi che, per il bene della Fiaf, l’arroccamento alla carica impedisce la crescita, il rinnovo delle energie e soprattutto delle idee. È il primo passo per ottenere l’obiettivo principe di tutta la futura strategia: abbassare l’età media dei soci, giungere al rinnovo generazionale.

 

MI IMPEGNERO’ NELL’AVVICINARE E TRATTENERE I GIOVANI DI ETA’ E I GIOVANI DI FIAF

Da anni sollevo una questione, che ritengo centrale: per 100 nuovi soci che entrano in Fiaf, altri 100 non rinnovano. Il problema non è di come reclutare nuovi soci, ma come fare per trattenere i vecchi. La ricetta è una sola: APRIRSI…

·     …alle nuove tecnologie,

·     …ai  nuovi (o ulteriori) criteri di lettura dell’immagine che siano da preludio ad un rinnovamento totale dei corsi di fotografia (metodi, programmi, sussidi).

·     Apertura vuol dire inglobare nella federazione tutto lo scibile fotografico, facendo in modo che la federazione sia una casa della fotografia, composta da tante stanze, più meno piccole, ma dove chiunque può trovare albergo e ascolto.

·     Apertura vuol dire intercettare il mondo del lavoro, per dare prospettive, e non solo attestati.

·     Aprirsi al mondo della scuola, entrandovi a pieno titolo, attraverso programmi strutturati a livello nazionale.

Sono pochi accenni a una questione prioritaria e centrale.

 

MI IMPEGNERO’ NEL COMUNICARE DI PIU E MEGLIO

Rendere visibile la federazione attraverso qualunque mezzo disponibile, con investimenti sicuri e decisi, coerenti con la nostra tradizione. Conoscere, finalmente, come siamo visti all’esterno, per poter lavorare ad un miglioramento della nostra immagine. Paradossalmente, la percentuale di chi pratica fotografia, e che non conosce la Fiaf, è terribilmente alta.

 

MI IMPEGNERO’ NEL RINNOVO DELLO STATUTO

Ci sono molti punti in questo statuto che affaticano il governo della federazione, che ne impediscono il rinnovo generazionale, che rallentano la crescita. C’è tutta la questione dei delegati provinciali che “azzoppano” il meccanismo alla base, dove dovrebbe essere efficiente e snello. Il sistema elettivo consente solo a poche persone (i soliti) di votare e di decidere per conto di migliaia di assenti. I compiti di molti organi sociali sono imprecisi e danno adito a troppe interpretazioni. Insomma, a mio avviso, modificare lo statuto in senso moderno è un passo imprescindibile. Qualcosa è stato fatto, anche di molto apprezzabile, ma come spesso accade, la eccessiva parsimonia decisionale stride violentemente con la velocità dei tempi.

 

 

 

 

Il futuro va previsto, domato e sfruttato a proprio vantaggio; altrimenti i suoi effetti possono diventare un serio problema.

 

 

 

~ di pierf67 su Maggio 28, 2008.

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