Salta al contenuto

Boris Gradnik. Il mio personale ricordo.

08/07/2011

Ho conosciuto Gradnik in occasione del secondo (o terzo) seminario Diaf.

I primi contatti li ebbe Camillo Di Tullio (DTF Inc) che andò a casa sua, a Milano, per fargli visionare i nostri primi lavori.

Nei confronti di due ragazzi sconosciuti di Pescara si mostrò disponibilissimo.

In quegli anni maturava l’idea del seminario e di un dipartimento efficace, con l’obiettivo di evolvere il diaporama italiano, avvicinandolo a quello europeo.

Il Seminario doveva essere occasione di incontri e scontri, di discussioni e apprendimento. Tutto finalizzato al miglioramento degli autori e dei lavori.

Ricordo il suo orgoglio mentre presentava la rassegna di autori tedeschi. Ricordo anche i “musi lunghi” di alcuni che non  riuscivano ad accettare quel linguaggio nuovo, più evoluto del nostro.

Indimenticabile la presenza della signora Gertrud. Insieme a Francesco Nacci formavano il gruppo intellettualmente più dinamico dei seminari.

Fu Boris ad invitarci alle prime rassegne all’estero, convinto che i nostri prodotti fossero già pronti. Ed infatti, grazie a lui, cogliemmo i primi risultati.

In un Seminario molto nervoso ebbi l’ardire di scontrami dialetticamente con Sergio Magni! Tra coloro che mi difesero ci fu lui! Ero un “vaso di terracotta” di fronte a tale personalità, eppure mi incitò ad andare avanti con le mie idee. Da quello scontro nacque l’idea della “teoria del settimo punto” in netta contrapposizione con quella dell’analisi interna/esterna di Magni.

L’ho visto per l’ultima volta a Salsomaggiore. In quella circostanza si era sentita male l’amica Gertrud. Se non ricordo male trascorse con lei (in ospedale) la maggior parte del tempo, sacrificando la sua presenza al seminario. La mattina, al bar dell’hotel, parlavamo delle nuove tecnologie digitali. Anche in quella circostanza non poneva barriere. “Bisogna essere attenti… staremo a vedere”.. diceva… mentre sorseggiava il suo cappuccino. Quel processo, se ne rendeva conto, non poteva essere arginato.

Non ci si incontrava solamente ai seminari, ma anche alle riunioni annuali della Fiaf. Eravamo gli unici diaporamisti e ci facevamo forza nel nostro “isolamento artistico”.

Da allora l’ho sentito sempre meno spesso. Avendo lasciato l’audiovisivo da autore (e la Fiaf da Delegato regionle) è stato fatale.

Ho provato a fare una ricerca su Google. Boris non è stato semplicemente il diaporamista più famoso, ma anche uno dei fotografi italiani più importanti; eppure, duole dirlo, non ho trovato quasi nulla su di lui… Nessuno gli ha dedicato (in questi anni) un articolo, una recensione, un atto di stima ufficiale. Nessun “Oscar” alla carriera (autore dell’anno.. Tributi speciali..) mentre Fotoit dedica dozzine di articoli a fotografi di serie C… La cosa non mi sorprende, perché per anni ho scritto che in Fiaf nessun critico si interessa dei diaporamisti. Nessuno trova stimolante recensire audiovisivi. Per Boris si doveva e si poteva fare eccezione.

Boris mancherà a tutti. L’auspicio è che la direzione che ha Lui ha tracciato (fatta di confronto, crescita, miglioramento, apertura nei confronti dell’europa) non sia abbandonata da chi gestisce la sua eredità organizzativa, culturale ed artistica.

Ancora nessun commento

Lascia un Commento

Please log in using one of these methods to post your comment:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.