Semplice esercizio
Semplice eservizio è un diaporama digitale in b/n del 2002.
E’ un monologo struggente a tratti raccapricciante di una voce tormentata dal dolore. Chi esso sia, perchè soffre in quel modo è la domanda che si pone lo spettatore. La conclusione è sbalorditiva. La inaspettata scoperta resta impressa nel profondo dell’anima. Da una storia dello scrittore Mauro Smocovich, Semplice esercizio è un concentrato di sensazioni forti.
Soggetto: Mauro Smocovich
Selezione fotografica: Camillo Di Tullio
Montaggio: Pierfrancesco Fimiani
Regia e Sincronizzazione: Camillo Di Tullio
Soud mix: Camillo Di Tullio
Voci recitanti: Piero Pantalone – Fabrizio Bruni
Durata: 5 min.
Recensione di R.Antonacci:
La DTF inc. è tornata a sbalordire. E lo ha fatto nell’ambito del VI congresso nazionale DIAF svoltosi sul Lago di Garda l’8, 9 e 10 novembre.
I suoi componenti ci avevano abituati ad accogliere le loro proiezioni col fiato sospeso, ma stavolta non è bastato. Lo schiaffo è arrivato lo stesso, forte e inaspettato. Il diaporama “Semplice esercizio”, da molti esperti salutato tra i migliori lavori presentati , ha ancora una volta ammutolito la platea e diviso i consensi. Buio in sala, già, si parte sempre così. L’incedere incessante di un suono metallico ci porta alla prima diapositiva. Prima di poche, perché gli autori hanno scelto di raccontare un dramma avvalendosi di suggestioni, più che di strumenti visivi e auditivi concreti. Una lampada da sala operatoria. Tutto qui? Già, perché è la voce del protagonista a intervenire e pietrificare i presenti, è la voce del protagonista a catturare l’attenzione al punto che non ne rimane più per nessun altro stimolo. Le parole della prima voce fuori campo ci portano in un labirinto di sensazioni dolorose e angoscianti, narrano di sofferenze fisiche micidiali, insopportabili, inflitte senza pietà da un lucido professionista della neurochirurgia al quale la seconda diapositiva e la seconda voce fuori campo fa riferimento. Il diaporama prosegue così, un’alternanza di resoconti di vittima e carnefice, straziata e straziante la prima, fredda e distaccata la seconda. Ma chi e cosa si nascondono dietro questo insolita seduta di chirurgia, così spietata da non aver previsto nemmeno l’anestesia del paziente? Cosa può aver indotto dei professionisti così precisi e appassionati a tralasciare un dettaglio così importante? L’ultima diapositiva sbatte in faccia allo spettatore la risposta brutale a tutte le inquietudini sorte. La verità spiazza, sconcerta, fa male allo stomaco, tanto che non è quasi possibile applaudire. Oltre a confermare l’appartenenza al diaporama di genere, con “Semplice esercizio” la DTF inc. affronta nuovamente un’emergenza sociale scottante. Un doppio applauso allora a questi due artisti. Uno, perché ci sanno emozionare, e non nella maniera convenzionale esistente, ossia muovendo le corde della tenerezza e della bellezza, ma travolgendoci nel punto di vista del protagonista in situazioni sconvolgenti, come già succedeva con “La Gabbia” e “La Commedia Umana”. L’altro, perché nella dimensione artistica sanno convogliare i drammi etici e sociali della nostra epoca senza essere banali e, di nuovo, convenzionali. DTF inc…non conventional artists!
